Mattoni per musicisti, storia di un business… amarcord

Voi vi domanderete che attinenza c’è tra mattoni e musicisti e il business? Leggete con calma e capirete. Il fatto è realmente accaduto, la conclusione è una fantasiosa supposizione… o no? non lo sapremo mai!

Vi racconto una storia:

I musicisti, i mattoni e …. il contadino.

(retroscena di un matrimonio…)

“In quel tempo… un assolato sabato di primavera, un duo musicale errante (io alle tastiere e il mio fido socio musicale alla chitarra) si appropinquava nella provincia del padovano (Cittadella), per allietare delle nozze di una local coppia vattelapesca.

Or bene ora un dettaglio tecnico per capir il dramma che si andava consumando:

Avevo una fatar pesata 88 tasti (pianoforte), una e35 arranger della roland (tastiera) e una pedaliera cromatica pk5 roland che comandava un sacco di cose oltre a suonare.

Questa pedaliera è una bestia col bordo alto… e lunga per via dei pedali (tipo ORGANO, ci suonavo i bassi e inviavo comandi midi, effetti e colpi di batteria! )

Il setup prevedeva che il supporto del pianoforte e tastiera sopraelevata poggiasse sul solito cavalletto doppia a x.
Siccome questa X era troppo stretta per far passare la pedaliera cromatica Roland PK5 dal bordo alto e ingombrante e un paio di pedali sustain, avevo costruito due assi gommati e alati per poter alzare questo castello a mo’ di lati di una casetta.

Insomma serviva alzare questo ponte per infilarci la pedaliera sotto..

Purtroppo giorni prima avevamo appena riverniciato questi supporti in legno gommato…  che rimasero dimenticati a casa ahimè (ad asciugare in terrazza!).

 

Qui viene il bello. Eravamo oramai distanti mille miglia dalla terraferma veneziana di nostra provenienza, perciò cominciammo a girare disperati per la ridente cittadina – anzi “Cittadella” – padovana, in cerca di una soluzione d’emergenza  per rimpiazzare i nostri supporti  (e fortuna che eravamo giunti lì con congruo anticipo!).

design

Capitiamo di fronte ad una casa con un campo e un contadino. Accanto la casa vedo un cumulo di mattoni, anzi pietre: li guardo, erano dell’altezza giusta, i 13 cm che mi servivano per alzare tutto l’impalcato!

Andiamo quindi in mezzo al campo, alle 3 del pomeriggio col sole a candela, vestiti a festa, a conferir col villico.

Con malcelato imbarazzo spieghiamo a costui l’accaduto, e il nostro rammarico per i poveri sposi che ci attendevano lì vicino per far festa, e chiediamo se potevamo comprare o magari noleggiare 6 pietre.
Gliele avremmo riportate di certo, poco dopo mezzanotte, sul cancello di casa.

Il villico contadino, ben gentile, incredulo e un po’ stupito, acconsente di buon grado: ci concede le pietre che ci servono in comodato gratuito, di certo pensando alla felicità dei giovani nubendi, suoi concittadini !

 

Al chè, tornati al ristorante entrammo trionfanti con le pietre (che divennero le famose pietre dello scandalo!) non prima però di esser passati dal cartolaio, per comprar della carta colorata. Dovevamo ben mascherare l’accrocchio edile! Pittoresco certo, ma si sa, gli artisti…

 

Il problema fu risolto, e la serata fu un successo, gli sposi ballarono, festeggiarono e non si accorsero di nulla.

I musici, stanchi ma felici alla fine smontarono tutto, e….

passammo – come in parola – dalla casa del contadino nelle ore ormai notturne.

lasciammo le pietre facendole scivolare lentamente, attraverso la ringhiera, e lasciammo lì un semplice biglietto, scritto su un foglio colorato…

“grazie, i musicisti”.

 — or bene noi siamo convinti che dal giorno seguente, il villico abbia appeso questo cartello sulla sua casa:

“SI NOLEGGIANO MATTONI E PIETRE PER MUSICISTI”.

se passate di là… secondo me c’è ancora…

l’accadimento ha una data che non ricordo, ma fu verso i primissimi anni 90.”

Precedente Loudr chiude lo store, ecco dove trovi la mia musica ora! Successivo spotify link diretto